venerdì 16 agosto 2013

Giovanni Colazza sull'alcol

E' nota la rigorosa posizione della giurisprudenza islamica riguardo all'assunzione di bevande alcoliche e di cibi contenenti alcol.

Interessante conferma la si trova anche in altri ambiti di ricerca spirituale...

Perché il corpo sia veramente uno strumento utile, bisogna imparare come regolarsi nei suoi riguardi. Particolare importanza riveste la dieta. Prendiamo ad esempio la questione del vino o dell’alcol in genere. Non è possibile vivere un’esperienza spirituale genuina e completa se si assume dell’alcool. L’alcool, infatti, crea nel sangue un antagonista dell’Io: il veicolo dell’Io, nel corpo fisico, è il sangue e se si assimila dell’alcol si rischia di immettere nel sangue un elemento anti-Io, che si oppone all’autonomia dell’Io: una specie di neutralizzatore fisico dell’esperienza spirituale. Se tendiamo a renderci strumenti dell’Io superiore in questo modo annulliamo ogni sforzo. È anche possibile avere esperienze malgrado l’alcol o magari grazie all’alcol, ma la natura di queste esperienze sarà sempre medianico-passiva e transitoria. Anche l’assunzione di una piccola quantità di alcol, come quella impiegata nella preparazione di alcuni cibi, è dannosa e impedisce l’esperienza spirituale interiore.

Giovanni Colazza (1877-1953), medico e spiritualista

fonte:
http://ilfarodelsud.net/2011/11/10/la-dieta-spirituale-di-giovanni-colazza-assunzione-di-alcool-ed-uso-della-carne/

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