Nell’Arabia preislamica un personaggio di nome Luqmān era noto per la sua saggezza e la sua eccezionale longevità. Nel Corano vi è una sura (un capitolo) intitolato ‘Luqmān’ in cui si parla della saggezza, modestia e pazienza di quest’uomo, e in cui vengono evidenziate le sue elevate doti morali e la sua fede nell’Unicità di Dio.
La vera identità di tale personaggio rimane tuttavia avvolta nel mistero.
Nella tradizione posteriore Luqmān viene ricordato soprattutto come trasmettitore di aforismi e favole brevi, per lo più aventi come soggetto gli animali.
Ciò ha permesso all’autrice, la Dott.ssa Valentina Giarratano, di confrontare la figura di Esopo, il noto favolista greco, con quella di Luqmān. Questo breve ma accurato studio vuole quindi riscoprire e mettere in evidenza, attraverso una comparazione tra le due figure, alcuni aspetti condivisi dalle culture d’Oriente e d’Occidente.
Abbiamo intervistato dunque l’autrice per saperne di più riguardo a questo libro interessante:
- Dott.ssa Giarratano, ci spieghi brevemente l’argomento del suo manoscritto.
Il principale soggetto del manoscritto è il “viaggio” interculturale del genere letterario della favola. Tale studio si propone, in particolare, di esaminare il ruolo della favola di animali nella letteratura araba classica. L’analisi presentata illustra come il genere della favola – introdotto nella letteratura arabo-islamica sia dal Lontano Oriente sia dalla tradizione greca e latina – fu adattato e integrato con elementi specifici della cultura araba, quindi si diffuse per l’intera sfera culturale arabo-musulmana, fino a giungere in Andalusia. Qui, le collezioni di apologhi o favole in lingua araba, tradotte in latino o nelle lingue romanze, passarono al resto d’Europa.Si potrebbe allora sostenere che il genere della favola, riscontrabile tra le culture di ogni tempo e ogni luogo, costituisce un ponte tra culture (apparentemente) distanti, “mettendo in luce l’universale validità degli insegnamenti morali che si possono trarre dalla rappresentazione allegorica di immutabili caratteristiche umane” (Luqmān, l’Esopo arabo. La favola di animali dalla Grecia al Medio Oriente, Conclusione, pp. 65-66).
- Come è nata l’idea di scrivere tale libro?
Questo testo è, leggermente rielaborato, l’esito dello studio compiuto per la tesi di laurea triennale in Mediazione Linguistica e Culturale, discussa presso l’Università degli Studi di Milano nell’anno accademico 2009-2010. Il soggetto scelto per tale elaborato finale nasce dalla passione per la lingua e la cultura araba e, in particolare, per la traduzione, interesse che si fonde con la profonda attrattiva per la letteratura per l’infanzia. È infatti essenziale, nella trasmissione del genere della favola, il ruolo dell’opera di traduzione, attività intesa in termini non solo linguistici ma anche (e specialmente) culturali. La trasposizione “parola per parola” – nel caso, quasi certamente, di ogni traduzione – non sarebbe corretta, poiché inadeguata alla lingua e alla cultura d’arrivo.
- Quali affinità ha riscontrato e voluto evidenziare tra Luqmān ed Esopo?
La leggenda araba di Luqmān, mitico compositore di favole, è forgiata sul personaggio del noto scrittore greco Esopo, tramandato alla cultura araba attraverso il mito di Syntipas, versione siriaca del celebre favolista greco. Possiamo giungere a tale conclusione osservando che tanti aneddoti sulla vita e sulla personalità di Luqmān richiamano in modo chiaro la leggenda narrata a riguardo di Esopo. È stato inoltre studiato che numerose favole attribuite a Luqmān presentano affinità con favole ascritte al mitico autore greco, per quel che concerne sia l’introduzione narrativa sia l’insegnamento morale che ne possiamo discernere. In Luqmān, l’Esopo arabo è presentata la collezione di favole del mitico scrittore arabo, sia in versione originale sia nella traduzione italiana da me proposta. Sono illustrate, in seguito, le favole esopiche correlate con le favole attribuite a Luqmān. In tal modo, si offre al lettore l’opportunità di operare il confronto, linguistico e culturale, tra i due componimenti letterari in esame, quindi riscontrarvi motivi condivisi e caratteristiche distintive.
- Come ha risposto il pubblico, arabista e non, alla sua ricerca di studio?
Penso che il testo abbia suscitato interesse e curiosità, in particolare, tra studiosi di lingua e cultura araba, così come tra appassionati di letteratura per l’infanzia. È tuttavia probabile che tale studio sia stato notato anche da amanti della lettura in genere.
- Lei ha esordito con questo primo testo che sta riscuotendo apprezzamento dai cultori e dagli studenti della lingua araba; è un successo inaspettato o immaginato? Ha altre idee editoriali nel cassetto che presto troveremo tra gli scaffali delle librerie?
Onestamente, è stata del tutto inaspettata la sola pubblicazione della mia tesi di laurea triennale! L’inatteso evento è connesso all’idea di pubblicare il mio elaborato finale sul sito di “Tesionline”, scoperto in maniera piuttosto casuale. La tesi è così stata notata dalla Casa editrice Irfan, che colgo l’occasione per ringraziare dell’interessamento. Sarei particolarmente interessata a tradurre opere letterarie dall’arabo, in special modo componimenti per l’infanzia. Sarei quindi lieta di avere l’occasione di svolgere e pubblicare altri lavori di traduzione.
- In Italia vi sono pochissimi libri, sia di traduzione sia di ricerca e contenuto innovativi e personali, concernenti la cultura araba; secondo Lei a cosa o a chi può essere attribuita la colpa di questa carenza di editoria araba nel Bel Paese rispetto alle copiose collane arabistiche editoriali degli altri Paesi europei?
La scarsità di editoria araba in Italia potrebbe essere connessa al fatto che, nel nostro Paese, l’interesse per lo studio della lingua e cultura araba è nato – o meglio è rinato – in tempi piuttosto recenti, sebbene all’Italia non siano mancate, nel corso della sua storia, opportunità di approfondire gli studi sul mondo arabo-islamico. L’atteggiamento di chiusura nei confronti della cultura arabo-musulmana potrebbe essere causato dai pregiudizi razziali consolidatisi riguardo al mondo arabo, per una serie di fattori storici, culturali e sociali. Credo che la rinascita dell’arabistica in Italia – caratteristica, per fortuna, degli ultimi tempi – sia invece originata dalla coscienza di quanto sia necessario, oggi ancor più che in passato, smantellare tali pregiudizi, quindi costruire le fondamenta per il dialogo e la comprensione interculturale.
A cura di Maddalena Malcangio
Fonte:
http://www.baresinelmondo.it/index.php/2014/03/17/luqman-lesopo-arabo/
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mercoledì 21 maggio 2014
Intervista a Valentina Giarratano, autrice di "Luqman, l'Esopo arabo", Irfan Edizioni (a cura di Maddalena Malcangio, "Corriere di Puglia e Lucania")
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