sabato 20 luglio 2013

L'Islam e il Graal

Nel Medioevo la saga del Graal fu strettamente legata alla cavalleria, in particolare ai Templari. In alcune versioni della saga il Graal appare come una pietra, e raggiungerla nella sua sede terrestre e far parte dell’Ordine dei cavalieri del Graal fu il più alto ideale della cavalleria medievale cristiana. Esso appare custodito in un luogo misterioso, e nel suo mistero nasconde il motivo della restaurazione, dell’attesa di un cavaliere che farà rifiorire un regno decaduto, che riporterà in vita un re ‘nascosto’, un motivo che pare legato all’occultazione e alla futura parusia dell’Imam Mahdi.
La leggenda del Graal apparve in modo improvviso alla fine del XII secolo, circa duecento anni dopo l’occultamento maggiore’ dell’imam del Tempo. La sua esistenza, la sua origine celeste e la sua presenza sulla terra è stata rivelata, secondo la versione di Wolfram von Eschenbach, uno degli autori della saga, proprio da un musulmano. Come sottolinea lo scrittore Moiraghi, a una attenta indagine non può non ammettersi un chiaro richiamo all’Oriente, in quanto le fonti, l’ambientazione naturale, i luoghi, i costumi del tempo, i nomi di persona, i vegetali e gli animali che popolano la narrazione di Chrètien e di Wolfram, non sono presenti nella terra di Bretagna, né presso i Celti, ma sono molto comuni e diffusi nell’area orientale tra Iran, Iraq e Afghanistan. La vicenda del Graal sembra dunque che sia nata e si sia svolta nell’area che storicamente è strettamente legata all’imam Mahdi, alla sua nascita, alla sua occultazione, alla sua parusia. Il Graal inteso sotto forma di Pietra celeste ha, evidentemente, un riferimento diretto all’Islam, in cui la Pietra Nera della Kaaba è l’oggetto di un pellegrinaggio iniziatici che non disgiunto dalla ricerca interiore dell’Imam Mahdi. La Cerca dell’imam è dunque la Cerca della Pietra (come il Graal) conservata nella Ka’ba, non nell’edificio cubico situato alla Mecca, ma nella Mecca celeste degli Angeli, il Dar el-Ibda.
Lo stesso tema della lancia sanzionante richiama il simbolo dell’axis mundis, del Polo, ossia dell’imam Mahdi. Inoltre nella tradizione di Wolfram il personaggio di Gahumet, padre del più famoso Parzifal, per compiere il suo voto di cavalleria celeste si pone al servizio della più alta autorità conosciuta, quella islamica, identificato con il titolo di el-Mubarak o Mabruk (il ‘Benedetto’). La natura dei suoi poteri testimoniano in lui una autorità di ordine profondo, che non può che essere riferita all’imam Mahdi. L’escatologia dell’Impero universale nell’esoterismo medievale della tradizione templare pare dunque ricalcato dall’escatologia sciita dell’ imam “invisibile”, e lo stesso può dirsi della nozione di Tempio spirituale.
E’ inoltre interessante notare come il Parzival di Wolfram sorvoli sui simboli della passione di Gesù, quasi come se si ricollegasse tacitamente all’Islam, che, come è noto, esclude la crocifissione personale e la morte effettiva del Profeta Gesù. Nel mito di re Artù si sviluppa l’interpretazione sacrificale della vita nel senso che l’atto sacrificale della vita, il sacrificio della propria vita, è il sacrum facere, ossia l’atto di “rendere sacro”.
Come non pensare al sacrificio dell’imam Hussein quando si parla di sacrificio, che è sacrificio di Sé, che si opera in vista di una “estinzione nella contemplazione in Dio”, una reintegrazione in uno stato che si può definire di “non dualità”. La vicenda dell’imam Hussein è una manifestazione chiara, documentata, indelebile, eterna, sacra, che si ritrova nel mito di Re Artù, mito che ha un funzione si insegnamento che porta l’eroe al proprio sacrificio e all’annientamento della propria individualità, eliminando le relazioni illusorie del soggetto e dell’oggetto per accedere allo status di Soggetto Totale, al di là di qualsiasi distinzione.
Dalle leggende del Graal si evince dunque che la restaurazione della sovranità dell’Imam era il compimento di quel ‘mistero imperiale’ da cui il Medioevo attese per secoli, ma invano, la salvezza dell’Occidente, che secondo la dottrina islamica arriverà con la Parusia dell’imam Mahdi. In sintesi, la confusa escatologia dell’impero universale che i cristiani abbozzarono nelle dottrine proprie agli ordini cavallereschi sembra essere ricalcata quindi dall’escatologia dell’imam del Mahdi, il Signore di Pace e Giustizia, il Re del mondo e restauratore della religione di Dio.


BIBLIOGRAFIA

M. MOIRAGHI, L’enigma di San Galgano, Ancora.
M. MOIRAGHI, La scoperta del vero Sacro Graal, Piemme.
D. VISEUX, L’iniziazione cavalleresca nella leggenda di Re Artù, Ed. Mediterranee.
P. PONSOYE, L'Islam e il Graal, SE.
J. EVOLA, Il mistero del Graal, Ed. Mediterranee.
LUCE DEL GRAAL, (a cura di R. Nelli), Ed. Mediterranee

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