I capitoli che formano il testo di questo libro sono in relazione
l’uno all’altro più per affinità e convergenza di tema che come continuità
d’argomento. Riguardano tutti, in un modo o in un altro, il
sacro – sia cercando di comprendere la sua natura, che esplorando
le condizioni con cui potrà essere riconosciuto nella nostra vita e
nella nostra arte; oppure evidenziando le conseguenze del nostro
fallimento a riconoscerlo. Il concetto di un mondo completamente
profano - d’un cosmo interamente desacralizzato - è un’invenzione
piuttosto recente della mentalità umana. Lo sforzo a implementarlo
in termini pratici, innalzandolo a livello di norma secondo cui determiniamo
le maggiori forme della nostra vita sociale, economica,
politica e personale, è ancora più recente – infatti soltanto ora stiamo
diventando consapevoli di quale enorme autodistruzione ciò
implichi. L’invenzione dello stesso concetto, come anche lo sforzo
ad affermarlo, presuppone naturalmente il fatto di dover accecare
la nostra vista intellettuale con una nozione sacrilega e quindi del
tutto fraudolenta dell’universo fisico – in altre parole, con la cataratta
della scienza moderna. Ecco perché il tentativo di recuperare
l’integrità del nostro pensiero e della nostra visione deve cominciare
con la rimozione di tale secrezione opaca – e riguardo a ciò è dedicato
in particolar modo il capitolo finale. Tuttavia questo tentativo
può portare a un’inversione dell’attuale tendenza suicida delle
cose soltanto se come conseguenza verrà accompagnata da un risveglio
della nostra coscienza del significato e della presenza del
sacro, in tutte le sue manifestazioni. Lo scopo di questo libro è di
dare qualche piccolo contributo a tale risveglio.
Philip Sherrard
Katounia, Limni, Evia
Dicembre 1989